Terapia emozionale


I gruppi emozionali (NIP) partono dal presupposto che la possibilità di esprimere le proprie emozioni funga da processo di liberazione psicologica e di scoperta dell'identità personale. La terapia emozionale prende in considerazione la sfera affettiva, quella comportamentale e quella cognitiva, aspetti interdipendenti che si condizionano reciprocamente.

Acquisire consapevolezza delle proprie emozioni e sperimentare un'affermazione positiva del sè porta a modificare i propri comportamenti ed innesca il processo della riscoperta della propria identità. Questa tecnica, sperimentata negli Stati Uniti dallo psichiatra Casriel, inserita in un contesto di programma terapeutico consente di approfondire atteggiamenti patologici e di assumere una visione più ampia di se stessi, con maggiore coscienza delle proprie risorse e capacità.

L'esigenza biologica basilare dell'uomo è il bisogno di vicinanza fisica ed emotiva con l'altro. I gruppi di NIP, detti anche di "bonding", aiutano a stabilire ponti comunicativi tra le persone, portando al riconoscimento di questo bisogno. L'obiettivo non è risolvere situazioni di malessere, ma far sì che i soggetti apprendano ad esprimere le loro emozioni, a comprendere e a cambiaregli atteggiamenti di fronte ai sentimenti.

LA PSICOTERAPIA EMOZIONALE (Dott. Lina Pontari)


La Psicoterapia emozionale elaborata da Casriel (BP),è usata oggi negli USA, in molti paesi europei (Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Svizzera) ed in Italia - a cui fa capo la Società Italiana di Psicoterapia Emozionale (SIPE) fondata a Brescia nel 1987 - e fornisce una metodologia che risponde alle esigenze della conoscenza e della gestione delle emozioni, sia nella vita personale che nell’esperienza professionale, individuale e d’equipe.

Fondata da Dan Casriel, psichiatra di New York nei primi anni sessanta, a seguito di una visita che egli stesso compie ad un collega (Charles Dederich) in California, durante la quale rimane scosso dai sentimenti di calore e dai legami interpersonali che si sviluppano nel gruppo a seguito dell’intenso confronto emotivo, e apprezza il notevole contrasto con le sue esperienze di terapia psicoanalitica individuale. Subentra quindi in lui “una nuova visione del bisogno dell’essere umano di legarsi agli altri” che lo stimola a proseguire in questa direzione. Con il passare del tempo, infatti, Casriel sviluppa una tecnica specifica di bonding - inteso come bisogno biologico di vicinanza ed apertura emozionale con altre persone – capace di consentire ai membri del gruppo di essere nuovamente “umani”. Un tale approccio permette loro di “darsi il diritto” di riconquistare la capacità di avere, mobilitare ed esprimere i sentimenti ed anche di riconoscere il bisogno di vicinanza con gli altri e di provarne gioia. Intuisce, inoltre, che la proibizione o la difficoltà di esprimere le emozioni, già dalla prima infanzia, si cristallizza in atteggiamenti sbagliati di vita e nell’adattamento o nel rifiuto delle relazioni interpersonali, specie se intime.
La psicoterapia del Bonding (BP), oggi, con la ricerca e la conseguente pubblicazione del trattato di K. Stauss e l’adesione all’E.A.P. (Associazione Europea delle Psicoterapie) costituisce un processo terapeutico di gruppo, intenzionalmente interattivo per la cura dei disturbi che dipendono da una mancata soddisfazione dei bisogni psicosociali di base, correlati neuro-biologicamente. In questo contesto le emozioni hanno una funzione di segnale rispetto al grado di soddisfacimento degli stessi e quindi un’importante ruolo nello sviluppo delle relazioni. Il bisogno di attaccamento ha una funzione centrale per il successivo sviluppo dei bisogni psicosociali di base quali: vicinanza, autonomia, autostima, identità, benessere, senso- spiritualità. E’ importante sottolineare che per la BP l’essere umano è inteso come parte di un complesso sistema bio-psicosociale (Engel 1977). La BP incorpora metodi che attivano, attraverso il processo del bonding, le esperienze relazionali traumatiche inconsce, connesse con la paura della vicinanza, la paura dell’abbandono o la fiducia interpersonale. Il bonding permette ad una persona di entrare in contatto con un’altra di supporto, per mezzo della vicinanza fisica ed in modo emotivamente aperto. Questo metodo di contatto interpersonale, o bonding, attiva i circuiti neurali che sono proprio legati “con l’essere vicino ad un altro”. Il “confronto esperenziale” rappresenta una tecnica molto efficace per attivare le reti neurali che conservano la memoria delle esperienze passate. Una persona con “disturbi psicologici” è quella che è stata privata dei suoi bisogni di base e dei suoi diritti psicologici umani. Esperienze affettive dolorose e fallimentari portano a sviluppare raffigurazioni di attaccamento insicuro, con i relativi schemi disfunzionali comportamentali, emozionali e cognitivi. Queste raffigurazioni di attaccamento insicuro vengono manifestate ad un livello interpersonale, principalmente attraverso la fuga dall’intimità e dalla vicinanza, la mancanza di fiducia in se stessi e negli altri, nonché con la paura della separazione. Durante il lavoro in gruppo, gli schemi si attivano stabilendo il contatto fisico e facilitando la completa espressione delle emozioni, le quali, una volta riconosciute ed espresse, divengono consapevoli alla persona, per poi essere trasformate – significativamente - attraverso esperienze emozionali correttive. Il pattern cognitivo disfunzionale viene, così, trasformato ed un nuovo comportamento è messo in atto per migliorare la competenza psicosociale.
Tre componenti dell’essere umano sono prese in considerazione: i comportamenti (le azioni concrete che si compiono); gli atteggiamenti (ciò che si pensa di se stessi); le emozioni (rabbia, paura, dolore, piacere e amore).
Questi tre aspetti sono interdipendenti e si condizionano reciprocamente. Acquisire consapevolezza delle proprie emozioni e sperimentare un’affermazione positiva del sé porta a modificare i propri comportamenti ed innesca il processo di riscoperta della propria identità. I partecipanti ai gruppi BP imparano ad esprimere le loro emozioni, a comprendere e a cambiare atteggiamento di fronte ai sentimenti che possono ostacolare il conseguimento di una vita felice, a trovare un accordo con la propria sfera intima, a stare fisicamente vicino alle altre persone. Queste modalità sono attivate dal contatto fisico e dalla completa espressione delle emozioni stesse. La psicoterapia del bonding é particolarmente indicata nelle situazioni operative ad ”alta tensione” o “a rischio” e si inserisce nell’area problematica della formazione di base e permanente per gli operatori del pubblico e del privato sociale.